" Una piacevole scoperta"
Due settimane Fà sono andata da Panella per fare la mia solita colazione seduta nella splendita piazzetta,con l'occasione,come mi era stato richiesto dai miei amici,dai quali ero stata invitata per la cena,ho acquistato del pane assortito.Tra la varia e vasta gamma dei pani,ne ho scelti alcuni,sono stata attratta da alcune pagnotte di un bel colore bruno,presentate come"il pane di una volta"al lievito naturale,ed anche di quello ne ho presa una pagnotta.
La sera a cena anche con altri commensali,abbiamo assaggiato i vari tipi di pane,tutti molto gradevoli,ma il tipo che veramente ha entusiasmato tutti,è stato "il pane di una volta".
Premetto che alcuni miei amici,data la loro età,hanno vissuto o fatte le vacanze in campagna o in piccoli paesi,nel periodo intorno al 1940,quando in quei posti erano ancora vive le antiche tradizioni,quindi si ricordavano che le madri o loro parenti ancora confezionavano il pane in casa con il lievito naturale.
Assaggiando" il pane di una volta"sono tutti rimasti entusiasti,dal profumo e sapore del pane.Sapore dei loro ricordi che pensavano di non riprovare più.
Al massimo dell'entusiasmo era il mio amico Giovanni,che è un cultore ed estimatore delle tradizioni gastronomiche,ed ha giudicato il gusto ed il profumo "del pane di una volta"superiore a quello dei suoi ricordi.
Nel dopo cena Giovanni,con dovizia di particolari,ci ha parlato,delle caratteristiche,della tecnica e come si consumava il pane al lievito naturale,anzi mi ha pregato,non essendo lui abile con internet,di riportare le sue esperienze,cosa che stò, facendo,per verificare quanti hanno i suoi stessi ricordi con relativi commenti.
Ha iniziato col ricordare che il pane confezionato con il lievito naturale,oltre ad avere un gusto e sapore unico,è molto più digeribile,dovuto ad una lunga lievitazione con lieviti particolari,che riescono a scindere e trasformare più intimamente le componenti della farina.Poi a raccontato che era la nonna che aveva il compito di fare il pane che poi si sarebbe consumato per l'intera settimana.La lavorazione durava più di 24 ore,in base alla stagione,ed alla temperatura.
Il pomeriggio dopo la cottura del pane,nell'aria si diffondeva un indimenticabile profumo di lievitazione leggermente acida e grano.Le pagnotte si metteva a freddare all'aria per due tre ore,comunque appena un p'o fredde,i bambini,si facevano tagliare delle fette che le mamme condivano con olio o sale o anche con pomidorini maturi spremuti sopra.Per Giovanni era una merenda da re.
Per mantenerlo più a lungo possibile il pane si metteva in una "madia"mobile posto in cucina,usato per tenerci il lievito naturale mantenuto in un contenitore con della farina,che sarebbe servito per la lavorazione successiva,e dove si setacciava la farina che sarebbe servita per l'impasto del pane.oppure per mantenerlo si avvolgeva in una tovaglia di cotone o di lino.
Il pane oltre ad accompagnare le vivande nei vari giorni,è insostituibile per farne delle bruschette ai vari gusti,o tostato con dell'olio usato come fondo per le zuppe di verdure,infine quando sarà più asciutto per farci la panzanella.Praticamente non se ne speca nemmeno una briciola.Per merito degli enzimi del lievito naturale,il pane asciugandosi diviene sempre più friabile ed il sapore piacevolmente più intenso.
Sono tornata da Panella per acquistare "il pane di una volta"ed ho messo in pratica i consigli dei miei amici per me è stata "una piacevole scoperta",mangio il pane con più gusto ,vario e più digeribile,prendo quello che mi può servire per 2o3 giorni,non avendo una madia per conservarlo..
Durante l'ultima andata da Panella ho voluto chiedere se la lavorazione del pane fosse come l'avevano descritta i miei amici.
Ho parlato con un dinamico responsabile di nome Simone non so se un parente della nota ed antica famiglia di panificatori romana,che con entusiasmo e dovizia di particolari,mi ha confermato quanto mi era stato descritto.
Mi ha colpito l'entusiasmo e la disponibilità del giovane Simone,che considerando la sua preparazione ha dimostrato di essere un appassionato e sicuro continuatore delle tradizioni ed esperienze dell'azienda.La cosa mi ha fatto molto piacere poichè certe esperienze sono una ricchezza da non disperdere.
Non so', quanti leggendo queste esperienze le condividano nei propri ricordi, nel condividerle possono esprimere il loro gradimento anche riportando le loro esperienze, Sarebbe una misura da trasmettere al mio amico "Giovanni".
Pina f. read more