Ci sono luoghi che si frequentano senza un vero perché ed altri destinati ad assumere un significato particolare. L' Osteria Numerosette è un'esperienza sensoriale, un luogo eletto, il rifugio che cerchi per trattarti bene. E' come un premio che ci auto - concediamo. Non è solo un ristorante, è l'esercizio dei cinque sensi all'unisono. Già dalla location si capisce la tipicità del posto; un patio accogliente con tante piante verdi tra i tavoli e due enormi fiaschi di vetro pieni di tappi. Una desueta scrivania che fa tanto campagna inglese e la porta in ferro battuto. Appena entrati si respira l'atmosfera del Cotton Club della Chicago anni'30, con le luci soffuse e le pareti lilla, accompagnate da riferimenti alla vita di una volta, una vecchia Singer, il portariviste in legno, il grande e malizioso specchio. La vista gradisce l'ambiente vagamente art nouveau, anche Le Corbusier mangerebbe volentieri qui!
Ubaldo (il maitre, aiutato da Veronica ed Alessandro, ottimi) è molto simpatico ed affabile ed ha una competenza incredibile. Tracima passione per quello che fa. Propone sempre per il meglio, lasciate fare a lui.
Gli accostamenti sono divini, Francesco (le chef) riesce ad esaltare gli elementi che assembla e impiega materie prime di assoluta qualità. Dove avrei mai potuto assaporare il bisonte o la capasanta con il lardo di Colonnata? I suoi paccheri di Gragnano con pancetta croccante e provola filante sono vera poesia. E poi, come resistere alla Chateubriand? Ingredienti di ottima qualità, sapiente elaborazione, servizio impeccabile, conto onestissimo. Il rapporto prezzo/qualità è più che soddisfatto. E poi, l'atmosfera...a tarda ora Francesco e Natascia lasciano i fornelli e si uniscono agli amici, sì perché così ci si sente, amici. Andate, fate presto. Trattatevi bene! read more