Sono di Roma e vivo qui da sempre, nel girovagare in centro più volte mi sono soffermato a guardare le vetrine di Cenci. In verità ultimamente deluso per le griffe esposte nelle vetrine. Sono le stesse inflazionate negli outlet a prezzi assai più convenienti. Ciò sicuramente non dà prestigio al negozio, un tempo noto per l'esclusività e la qualità della merce in vendita, anche se a caro prezzo, spesso davvero esagerato.Giorni or sono, dovendo partecipare ad una cerimonia, ho accompagnato mia moglie al negozio. Appena messo piede all'interno tanta è stata la mia delusione: i locali hanno vecchia ed obsoleta stigliatura e sono tristi. Non hanno avuto nessun aggiornamento da quando ero bambino, eppure ormai sono un signore avanti con gli anni. Anziani sono anche i commessi e le commesse. Eppoi, almeno alcuni, mancano di professionalità e aggiornamento. I Fatti : mia moglie ha chiesto un abito da cerimonia ( è la madre della sposa ) ma non di colore bianco o nero, colori esclusi per la necessità appalesata e per volontà della sposa stessa. La commessa, bassina di circa 45/50 anni mal portati , dopo aver chiesto la taglia, che avrebbe dovuto essere 48/50, ha mostrato diversi abiti e tailleur tutti rigorosamente neri. A fronte delle rimostranze della mia consorte, con modi piccati e un linguaggio che definire "non ricercato" è un eufemismo, ha profferito le testuali parole: " DICA ALLA SPOSA DE FASSE UN GIRO PE NEGOZI, COSI VEDE CHE PURE PER MATRIMONIO SE PORTENO L'ABITI NERI " Senza prolungarmi sul fatto dei colori esclusi, basta interpellare una stilista o informarsi su internet per aggiornarsi e non fare brutto figura, la citata commessa avrebbe dovuto mostrare dispiacimento per non aver potuto accontentare la cliente augurandole di poterla rivedere presto per un altro futuro acquisto. Ma evidentemente tutto ciò non le è stato mai insegnato ed ignora anche le tecniche di vendita. Che delusione mi ha fatto la visita a " Cenci a Campo Marzio" !!! Forse è per questo che tante vecchie attività commerciali stanno ormai scomparendo, ma non per colpa della crisi ma per ben altro che è facile immaginare. Antonio read more